Al palazzo Panciatichi, via Cavour 4, alle ore 17 di martedì 13 gennaio inaugurazione della mostra di sculture di Amalia Ciardi Duprè, presentata da Cristina Acidini. Nella presentazione vengono richiamati i valori dell'arte, della cultura e della poesia che si alternano nel cammino della mostra in cui Vittorio Vettori, presente nei ritratti, nei versi e nelle emozioni suscitate dalle sculture. Una forma linguistica, tenera e opalescente, quella delle sculture che con un linguaggio duttile si uniscono allo sforzo lingustico sui concetti del mistero triunitario di Vittorio Vettori. Le sculture di Amalia Ciardi Dupré con policromia e diacronia presentano coppie che declinano con differenza di atteggiamenti amorosi di uno verso l'altro. Un accostamento dell'arte classica che passa dalla corda individuale e che si avvale del filtro e dello sguardo di Ruth Cardenas.
Ruth Cardenas sottolinea l'importanza di Dante nella composizione di Vittorio Vettori. Una dimensione lirica che crea orizzonti carichi di bagliori e splendori. Dualità che si declliano in mille modi e sfumature.
Per celebrare questa manifestazione Ruth Cardenas ha scelto un simbolo - una chiave - per la città culturale di Vittorio Vettori, una chiave che potesse simboleggiare il gusto raffinato, la dolcezza dei sentimenti, la "dolcezza" del suono e del componimento. Ecco la geniale intuizione di Ruth Cardenas che ha scelto il cioccolato come sostanza che unisce tutte queste facolà e sensazioni. Una chiave "per aprire la porta della conoscenza e gustarne le emozioni, ovvero il sapore del sapere".
L'amor che muove il sole e le altre scelte è stato scelto per il "Dantomane" Vittorio Vettori. Il verso non è l'ultimo della Divina Commedia, ma la conclusione e la sua sintesi.
Il dramma dell'essere umano si conclude e trova speranza in una sola parola "amore" che si mette di fronte al dubbio.
Le opere di Amalia Ciardi Dupré hanno qualcosa di sublime e ancestrale, e il fuoco di Amalia è all'interno delle sue opere. Le parole di Vittorio sono lava linguistica e le opere partono dal sublime e traducono il dubbio di Vittorio Vettorin creando una congiunzione tra il verso poetico di Vittorio e l'opera di Amalia.
Vittorio era una candela che consumava il tempo, grondava di emozioni.
Nella poesia non vengono rispettati i canoni, poiché la poesia è magia, una trasgressione linguistica come l'amore è una trasgressione profonda.
Nella poesia il linguaggio diventa gioco, fiamma umana e mortale.
Vittorio è spesso nel ruolo di Virgilo che indirizza gli amici cari verso la passione e i sentimenti.
Vittorio cercava la donna eterna e univa la notte e il giorno.
"Preferisco i libri che parlano come gli uomini agli uomini che parlano come i libri".
Nelle poesie si percepisce la morte, il dolore, la partenza, l'amore, la sofferenza, l'anima, la tenerezza, l'affetto. Compaiono i bilanci della vita, ombre e chiaroscuri, la rovina e la salvezza.
La Divina Commedia come un Quinto Vangelo (come affermato da Benedetto XV nel 1921).
"A te che imparadisi la mia ... parlo
e con te mi ritrovo dopo di noi
nel quinto Vangelo"
giovedì 14 gennaio 2010
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Domenica ho avuto il piacere di assistere all'omaggio al poeta in Palazzo Pitti, un meravioglioso connubio di poesia e musica! Un momento indimenticabile! Splendida interpretazione! Grazie per le emozioni che ci ha regalato!
RispondiEliminaManuela