Ruth regista di sentimenti (14 febbraio 2010)
Dall’America latina
arrivata una mattina
con negli occhi lo stupore
della vita e dell’amore.
Curiosa e motivata
in Europa è atterrata
ed a Pisa in un fulgore
trova il mitico professore.
Dopo il primo turbamento
il poeta dà sgomento,
ma cupido, pronto, infiamma
la sua treccia della “mamma”.
Passan gli anni in un baleno
e Vittorio è sempre al pieno
Ama sempre la sua dama
che ancora egli brama.
Con la sua passione e ardore
dona pace, arte e amore
e riesce bellamente
ad allietar sempre la gente.
Grazie Ruth ci hai donato
di Vittorio il suo creato
e ad ai posteri, colti e attenti,
una messe di fermenti.
Chi vorrà vagabondare
curioso nell’artistico errare
trova turbamento e linfa vitale
nel percorso della “città culturale”..
Ora mancano solo i cittadini
che si sperdano per primi
tra le vie dei muti albori
e la piazze del mitico Vettori.
Una nuova compagnia
che si bea di chi sia
e un cenacolo da fondare
per parlare, discutere e discettare.
Quale spazio più maestoso
Lungo il fiume silenzioso
Dove Vittorio spesso meditava
Nell’armonia dell’ambiente che lo circondava.
Ruth (febbraio 2003)
Un ampio cappello colorato,
due occhi verdi ammalianti,
una lunga treccia di capelli corvini,
ma non solo…
Un grande cuore,
una dolce tenerezza,
un abbraccio di solidarietà e amore,
un’espressione maliziosa e intelligente
ma non solo…
Una bambina boliviana,
vissuta in una solitudine,
alimentata da fantasie
e da immaginario,
che ha saputo vedere il mondo
con i suoi grandi occhi
sgranati sul futuro, ma non solo...
Una donna che sogna il domani,
col cuore di piccola bimba,
che si addormentava con la ninna nanna:
“ro…ro…ro..ro..”
In questa nostra epoca fragorosa e cartacea,
piena di propaganda aperta e di suggestioni occulte,
di retorica macchinale, di compromessi, di scandali e di stanchezza,
la voce della verità, anziché perdersi,
acquista un timbro nuovo, un risalto più nitido. Primo Levi
Struttura della fiaba (da un seminario sulla Fiaba)
1. INIZIO della fiaba. “C’era una volta..”, “Mi è giunta notizia…”, “Si dice che…”, “Si narra che..”
L’incipit è la finestra della fiaba, quando si inizia a raccontare si apre una finestra dove entra il lettore, per cui occorre far stupire, come se usassimo una lenza per attirare e catturare il lettore.
2. TRAMA, la parte più difficile perché nella trama è il racconto e come raccontare ambiente, fantasia e realtà. Magia e personaggi entrano nella trama e bisogna fissare prima il tema che si vuole trattare. Quale argomento sviluppare. Amore, Paura, Fedeltà, Solitudine, Dolore, Amicizia, Fratellanza, Come svolgere il tema attraverso i personaggi e come realizzare la magia e sviluppare l’avventura.
3. EPILOGO, il finale è altrettanto importante: nelle fiabe per adulti c’è il finale aperto mentre in quelle per bambini deve essere chiaro e definito. “Volare oltre la mediocrità del disamore” è un finale aperto come “Dove abitano le farfalle?” Nella mente? Nel cuore? Mentre i bambini vogliono una chiusura chiusa. Vogliono certezze e fatti determinati. Morale o no? Nelle fiabe classiche la morale è alla fine mentre in quelle moderne sono soprattutto sottintese. Si capisce attraverso gli assiomi. Nelle fiabe classiche la morale è esplicita “I bambini cattivi vanno all’inferno” “Le fate buone sono carine” ecc. Questi gli elementi tipici della fiaba che si possono cambiare e modificare
Si tratta di uno specchietto magico da cambiare eventualmente con Acqua o Occhi o Finestra
Luogo proibito – Premio - Capanna – Danno – Punizione,. Oscurità – Albero – Sonno – Luce –
Carestia – Abbandono – Ritrovo – Morte – Nascita – Travestimento – Segreto – Trasformazione – Cibo
Personaggi agenti della fiaba
Orco - Strega (donatrice, rapitrice, combattente) – Fata (che opera la magia) – Gigante – Gnomo – Drago con più teste – Re e Regina – Fratelli – Briganti – Nani – Elfi - Matrigna
Nelle fiabe moderne c’è la tecnologia e l’ecologia – Fiabe classiche: Cappuccetto Rosso (pedofilia), Cicala e formica
Occorre un buon linguaggio evitando parole colorate e usate. Ogni parola ha un preciso significato ma occorre utilizzare molti sinonimi che sono fonte di grande ricchezza.
Parole onomatopeiche come Farfalla, che in italiano è ricca di suoni e rumori non come Mariposa, Butterfly, Papillon
Nel Giardino Botanico a Firenze ora si può prendere il Tè con le farfalle e in tale occasione ho distribuito una farfalla dentro un’ostia perché entrambe hanno un preciso significato: una metamorfosi. Dal chicco, spiga, grano, farina, ostia
Dal bruco, larva, bozzolo, farfalla
Ma come è entrata la farfalla nell’ostia??
Fiaba di Re Artù e la domanda “cosa vogliono di più al mondo le donne?”
martedì 7 febbraio 2012
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